FAQ

Perché scegliere la stampa 3D?

 

La stampa 3D potrà apportare ai processi produttivi della tua azienda innumerevoli benefici:

  •  

    velocità: realizzazione di un prototipo in 4-20 ore;

  •  

    costo: il consumo di una stampante 3D professionale è pari a quello di computer portatile a fronte di un’elevata efficienza; rispetto alla produzione tradizionale, in cui sono richiesti tipicamente macchinisti e operatori altamente qualificati, i costi di manodopera per una stampante 3D sono quasi pari a zero, poiché la macchina segue un processo completamente automatizzato per produrre la parte;

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    snellezza del processo: con un solo processo potrai passare da disegno del prototipo a stampa a oggetto finito;

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    libertà nel design;

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    customizzazione: è la tecnologia ideale per ottenere la massima personalizzazione (come richiesto nel settore fashion, in ambito medico-dentistico e in ambito sportivo).

 

Quante tecnologie esistono?

 

Le tecnologie di stampa 3D esistenti sono:

FFF - Fused Filament Fabrication, stampanti 3D a deposizione di filamento (o FDM)

DLP - Digital Light Processing, polimerizzazione di una resina fotosensibile mediante proiezione di raggi UV

SLA - Stereolitografia, polimerizzazione di una resina fotosensibile mediante proiezione di un diodo laser

SLS - Selective Laser Sintering, sinterizzazione laser di polimeri termoplastici in forma granulare

 

Quali sono le differenze tra le diverse tecnologie?

 

FFF: facilità di stampa, affidabilità, economica, medio-alta resistenza meccanica (in base al filamento utilizzato), prototipi durevoli nel tempo, tempi di realizzazione medio-brevi, volumi di stampa medio (da 10x10x10cm a 40x40x70cm), finitura superficiale rigata.

DLP/SLA: altissima qualità superficiale, adatta a geometrie molto complesse, tempi di stampa ridotti, volumi di stampa (da 10x6x10cm a 14x14x20cm), bassa resistenza meccanica, post curing dei pezzi.

SLS: ottima definizione, resistenza meccanica, resistenza all'abrasione, assenza di supporti, materiale poroso al 30% (allungamento a rottura più basso - fragile), finitura superficiale granulosa.

 

Come posso sapere qual è la tecnologia più adatta alle esigenze produttive della mia azienda?

 

Per scegliere la tecnologia più adatta alla tua azienda possiamo suggerirti di valutare alcuni parametri:

Budget: se è basso propendi per la tecnologia FDM;

Risoluzione del modello: se vuoi realizzare un modello ricco di dettagli, una stampante stereolitografica a resina liquida o a polvere è quella che fa per te (DLP, SLA, SLS);

Velocità: se ti serve una stampante veloce, meglio una stampante FDM

Uso sporadico/intensivo: per un uso sporadico una stampante FDM è più consigliata.

 

Come posso scegliere la tecnologia più adatta al settore produttivo della mia azienda?

 

Possiamo darti alcune indicazioni:

Settore AUTOMOTIVE/MECCANICO: tecnologia FDM, se è più importante la funzionalità dell’estetica del prototipo, SLS per prototipi altamente funzionali e resistenti meccanicamente.

Settore MEDICO/DENTISTICO: stampanti a resina SLA/DLP con alta definizione per realizzare oggetti piccoli.

Settore DESIGN/MODA: sono consigliabili tutte le tecnologie FDM/SLA/DLP, da scegliere in base alle diverse esigenze.

Settore MINUTERIA/GIOIELLERIA: è consigliabile la tecnologia della stereolitografia a resina liquida SLA/DLP, per ottenere oggetti piccoli e ad alta risoluzione.

 

Come modellare un file per la stampa 3D?

 

NON tutti i modelli 3D sono stampabili, tuttavia, è sufficiente tenere presenti alcuni accorgimenti quando si prepara un disegno 3D per la stampa, perché questo rispetti gli standard di modellazione e di realizzazione del pezzo.

Modelli “aperti”: la superficie del modello presenta dei fori. E’ necessario controllare che le parti del modello siano tutte unite tra loro, che non vi siano bordi aperti o buchi da cui si veda la geometria interna di un oggetto.

Normali invertite: le NORMALI (vettori di direzione delle superfici) devono avere la freccia uscente. Se un pezzo ha normali invertite i software di slicer non sono in grado di determinare la parte interna da quella esterna dell’oggetto, e generano errori di stampa.

Solidi non manifoild: Un solido manifold è un solido che esiste nello spazio 3D reale ed in cui ogni singolo spigolo ha sempre due (e solo due) facce che si uniscono per creare il solido. In altre parole, il solido in questione deve essere topologicamente corretto; se l’oggetto , in fase di modellazione, non esiste nello spazio 3D reale, la topologia non viene rispettata.

Superfici intersecanti: facce che si compenetrano a vicenda senza generare un bordo causano quasi sempre errori di interpretazione nei software di slicing.

Elementi duplicati o ridondanti (linee, vertici o facce in più): La superficie, espressa da triangoli, deve risultare uniforme e continua, perciò tutti gli elementi ridondanti o duplicati nella stessa posizione, possono generare problemi

Oggetti cavi: gli oggetti cavi devono essere progettati con pareti di un certo spessore. E’ bene non disegnare pareti formate solamente da una superficie. Lo spessore minimo dovrebbe tenere conto del diametro dell'estrusore che si intende utilizzare nella stampa (in genere 0,4 mm), ma è meglio progettare la parte perché mantenga una certa "consistenza" nella struttura finale del modello.

Inoltre, L’oggetto deve essere modellato alla giusta scala (1:1) poiché, una volta esportato l'STL, scalandolo e aumentandone molto le dimensioni l’oggetto perderà definizione; diminuendone molto le dimensioni perderà dettaglio.

Una cosa da considerare è la dimensioni minima per i dettagli.

 

Come preparare un file per la stampa 3D?

 

Il modello 3D salvato in formato .stl o .obj viene importato in un software di slicing e poi convertito in un codice numerico (Gcode).

Nelle operazioni preliminari allo slicing è consigliabile usare un software apposito (ad es. Autodesk Netfabb) per la ricerca di errori di modellazione 3D.

F.A.Q.

domande frequenti

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